RESILIENZA… Ma cos’è?

DEFINIZIONE

La resilienza è un concetto entrato nella quotidianità di tutti noi e di cui sentiamo parlare, soprattutto in questi ultimi anni, sempre più. Ma cos’è? Come la si può definire?

A questo proposito ci viene in aiuto il dizionario Treccani, che ci fornisce ben tre definizioni di essa:

  • “Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova”;
  • “Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale.”;
  • “In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc.”.

Tra queste tre definizioni quella che ci interessa maggiormente è l’ultima, riguardante il campo della psicologia; ma in generale si può notare che in tutte e tre c’è un minimo comune denominatore, ovvero la resistenza a una pressione negativa esterna, che può ritenersi fisica, nel caso dei materiali, dei filati e dei tessuti, e mentale nel caso del campo psicologico.

Da qui in poi, ci concentreremo su quest’ultimo caso.

La persona resiliente dinanzi a un trauma si deforma, ma riesce con caparbietà e adattabilità a far fronte a questa situazione, ritornando alla condizione precedente l’episodio negativo, o in alcuni casi ad una condizione migliore.

ESEMPIO DI RESILIENZA: ALEX ZANARDI

Per comprendere cosa significhi essere resiliente è utile fare un esempio lampante, e che tutti noi conosciamo: Alex Zanardi. Egli è la definizione vivente di “resilienza”! È un ex pilota di Formula 1, che nel 2001 ebbe un gravissimo incidente in cui perse entrambe le gambe. Moltissime persone si sarebbero arrese e avrebbero lasciato senza pensarci il mondo dell’automobilismo, ma Zanardi no. Anzi, decise di disegnare da solo un paio di nuove gambe artificiali, con l’obiettivo di tornare a gareggiare. Questo accadde due anni dopo l’infortunio (nel 2003), proprio sulla stessa pista in cui nel 2001 ci fu l’incidente. Da lì ricominciò la sua carriera automobilistica e corse ben cinque campionati, dal 2004 al 2009, conditi da diverse vittorie. Dal 2007 ha cominciato a praticare la handbike e da qui in poi inizierà la serie di vittorie che tutti noi conosciamo nello sport paralimpico.

Tutta la sua resilienza è possibile captarla in un estratto di intervista in cui disse letteralmente “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”. Ecco, da adesso sarà a tutti un po’ più chiaro cos’è la resilienza.

COMPONENTI CHE PERMETTONO DI SVILUPPARE LA RESILIENZA

In uno studio condotto da Cantoni (2014) è emerso che ci sono dei fattori che porterebbero ad un incremento della resilienza e che quindi permetterebbero di aiutare l’individuo ad affrontare diverse realtà avverse. Essi sono:

  1. L’Ottimismo, ovvero la disposizione a cogliere il lato positivo di tutte le cose, ed è strettamente correlato al benessere individuale ed è inversamente legato alla sofferenza fisica e psicologica.
  2. L’Autostima, ovvero l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà a sé stesso. Avere bassi livelli di essa, porta ad avere una bassa considerazione di sé e ad essere troppo critici con sé stessi.
  3. La Robustezza Psicologica (Hardiness), che può essere scomposta in tre sotto-componenti:
    • il controllo (sentirsi in grado di poter controllare l’ambiente esterno, mobilitando le risorse utili per fronteggiarlo);
    • l’impegno (impiegare tutte le proprie forza e tutta la propria volontà per fare qualcosa);
    • la sfida (vedere i cambiamenti esterni come incentivi e opportunità di crescita piuttosto che come minaccia alle proprie sicurezze).
  4. Le Emozioni Positive, focalizzandosi su quello che si ha, piuttosto che su quello che manca.
  5. Il Supporto Sociale, ovvero una serie di processi interpersonali, in cui la persona si sente amata, stimata e apprezzata.

CONCLUSIONI

In conclusione, le persone resilienti, nelle circostanze avverse, riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà e riescono a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.

Attualmente, sia nella vita in generale che nella vita lavorativa, è essenziale essere resilienti; basti pensare a tutte le volte che ci accadono episodi negativi, ad esempio in famiglia o a lavoro o tra amici, in cui è necessario riprendersi e cercare di tornare alla normalità. O basti pensare a tutti gli eventi catastrofici, come ad esempio terremoti, maremoti, alluvioni, che provocano ingenti danni all’economia di un’area geografica e causano grossi danni alle singole persone e alle singole famiglie perché distruggono case, negozi, attività, strade, etc. In tutti questi casi, riuscire ad andare oltre, tornando così al livello precedente, è importantissimo e se non si riesce a farlo, si rischia di essere coinvolti in un circolo vizioso da cui è impossibile riprendersi.

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