Ascoltare può sembrare un gesto semplice, invece custodisce in sé infinite possibilità, impegno e rispetto. Significa qualcosa in più del semplice “udire” ciò che gli altri ci dicono…
“Ascoltare” significa innanzitutto fermarsi un attimo, mettere in pausa i propri pensieri, smettere per un attimo di voler far passare il proprio punto di vista e stare a sentire cosa ha da dire l’altro.
Ascolto significa tanto, significa tutto: prestare attenzione, rispettare, osservare, percepire, sentire.
Etimologicamente il termine “ascolto” è fortemente legato al concetto di attenzione. Bisogna prestare attenzione a cosa l’altro ci sta trasmettendo, al di là delle parole, e rispettare il momento in cui parla, osservando il modo in cui dice ciò che ci sta comunicando.
È come un’arte – l’arte dell’ascolto – perché il vero ascolto non è per niente facile. Infatti, è impegnativo mettersi volontariamente da parte per fare spazio all’altra persona; è quasi inevitabile continuare a pensare a ciò che ci preme e, quindi, ascoltare solo per metà.
“Ascoltare” non significa solo sentire le parole dell’altro e comprenderle. Non si riduce alla logica che analizza e comprende. L’ascolto implica riconoscere e accettare l’altro come persona, dando valore e riconoscendone la dignità.
“Ascoltare” significa anche comprendere le emozioni dell’altro e ciò che non viene detto. Saper ascoltare veramente genera fiducia e accoglienza reciproca. È la base di ogni vero rapporto interpersonale e sociale.
Senza la capacità di ascoltare non è possibile comprendere l’altro e risolvere o evitare i conflitti.
I TRE PASSI PER UN VERO ASCOLTO
Ascoltare è un’arte che si impara con la pratica e con il tempo.
Ma quali sono i tre passi principali per un buono e, soprattutto, vero ascolto?
- Fare silenzio – non si tratta solo di silenzio esterno, c’è bisogno anche di silenzio interno, di adottare un approccio empatico e dimostrare un sincero interesse;
- Osservare – osservando attentamente, si possono scoprire molte cose… si possono comprendere le emozioni sottostanti, le cose che l’altro ancora non ha detto, oppure se sta mentendo; non tutta la comunicazione avviene a livello verbale, molto importante è soprattutto la comunicazione non verbale, costituita da svariati elementi (il tono di voce, il ritmo, il volume, l’accento, …, la postura, la gestualità, la distanza mantenuta dall’interlocutore, l’abbigliamento, gli oggetti posseduti e molto altro);
- Ascoltare attivamente – l’ascolto richiede competenza e impegno, bisogna ascoltare in modo attivo cosa l’altro ha da dire e le sue motivazioni, senza esprimere giudizi; bisogna ripetere un concetto con le proprie parole per avere conferma di avere capito bene, magari facendo domande per chiarire meglio cosa l’altro vuol dire… è un ascolto attivo, non una discussione dove alla fine si propongono nuovamente le proprie idee! Alla fine si può dire la propria opinione sull’argomento, ma sempre rispettando la posizione dell’altro!
I BUONI ASCOLTATORI: chi sono?
Le persone in grado di ascoltare veramente sono una rarità.
In genere, risultano dei buoni ascoltatori le persone timide e chi ama veramente, ma anche chi ha compreso l’importanza strategica di saper ascoltare.
Le persone timide, proprio per la loro timidezza, sono portate ad osservare attentamente e fanno fatica a sostenere di fronte agli altri le proprie opinioni. Hanno, quindi, meno problemi a fare silenzio dentro se stesse, essendo da sempre abituate a mettere in secondo piano le proprie idee.
Per chi ama veramente qualcuno e vuole davvero il suo bene, invece, è in genere più facile mettere da parte il proprio ego e ascoltare la persona amata.
Chiunque, però, può diventare un buon ascoltatore. Il primo passo è imparare ad ascoltare se stessi!
