“Uno dei problemi più difficili e avvincenti della vita, in ambito familiare, lavorativo e ovunque, è la gestione del conflitto – ovvero come affrontare le differenze”
S. R. Covey
Generalmente con conflitto si intende l’opposizione tra due o più persone quando la soddisfazione di un desiderio o il conseguimento di un obiettivo da parte del singolo entra in contrasto con i desideri o gli obiettivi dell’altro o degli altri. Diventa conflitto sociale se interessa due o più gruppi sociali in opposizione tra loro su valori, visioni, obiettivi o bisogni.
Nell’ultimo decennio è stata data molta importanza al rapporto tra il conflitto e alcune dimensioni specifiche della vita organizzativa tra cui l’organizational commitment, livelli di turnover, salute versus stress individuale e benessere organizzativo.
Diversi studi hanno dimostrato come il conflitto può avere delle ricadute sia positive che negative: l’output positivo del conflitto riguarda la possibilità di cogliere prospettive differenti, alimentare un dibattito costruttivo, oltre ad avere la possibilità di manifestare i propri problemi. Invece, sul versante negativo ci sono i possibili esiti tra cui clima ostile, frustrazione, perdita del senso del ruolo, conflitto acuto.
De Dreu e Weingart hanno ipotizzato che un certo livello di conflitto potrebbe essere funzionale all’organizzazione, mentre una sua insufficiente o eccessiva presenza causerebbe effetti negativi.
Per comprendere la direzione dei possibili esiti del conflitto è necessario considerare diverse variabili tra cui cultura organizzativa, modalità di gestione dei gruppi, dinamiche relazionali, riconoscimento e legittimazione della diversità. Inoltre, è di fondamentale importanza conoscere la cultura organizzativa per riconoscere la maggiore o minore tolleranza dei membri del gruppo rispetto alle discussioni e alle diverse opinioni.
In conclusione, le condizioni e gli esiti del conflitto sono condizionati dalle modalità con cui vengono giocate le relazioni e dalla qualità dell’elaborazione dell’ambiguità sociale. A volte, il conflitto può portare a cercare una soluzione di compromesso implementando una strategia, in altri casi, laddove prevalgono elementi di irrazionalità e distruttività, la regolazione costruttiva può portare anche al riconoscimento della non esistenza di condizioni per continuare a lavorare insieme.

