Il bambino e la figura di attaccamento [34]

L’attaccamento originario svolge la funzione di prototipo della sicurezza interiore per l’intera vita della persona, di un bisogno che persiste nel tempo, di una base sicura dalla quale la persona parte per vivere con fiducia la vita in modo autonomo”, così Erving Polster, il maggior esponente della psicoterapia della Gestalt, parla del rapporto tra attaccamento e sicurezza interiore.

Il legame di attaccamento tra adulto e bambino permette a quest’ultimo uno sviluppo lineare della propria personalità grazie all’atteggiamento positivo e responsivo dell’adulto che riesce a farlo sentire parte della famiglia e ne accresce autostima e capacità di gestione dello stress.

In che senso un atteggiamento del genere si riflette sulle capacità di gestione delle situazioni dell’adulto di domani?

Durante il primo scambio relazionale, il bambino sperimenta un legame con il caregiver che influenzerà i suoi comportamenti successivi coltivando un senso di autostima e di sicurezza interiore che tale primo legame ha contribuito a rafforzare nel bambino.

Nel caso in cui, però, non vi sia bidirezionalità in questo rapporto e il bambino avverta un’indisponibilità dell’adulto a cui fa riferimento, l’atteggiamento di risposta a tale comportamento è quello di chiusura e di vulnerabilità per paura della perdita dell’altro.

Ovviamente nei primi anni di vita il rapporto che influenza in maniera positiva o negativa il bambino è quello con la madre; tra madre e bimbo si sviluppa un sistema di comunicazione affettiva costituito da gesti, segnali mimici e vocali, etc. Anche il modo in cui il bambino viene tenuto in braccio e coccolato consente al caregiver di creare un rapporto con il proprio figlio, rapporto che si manifesta nella disponibilità emotiva e nel riconoscimento dei suoi segnali comunicativi.

Per verificare la qualità del rapporto che si è instaurato durante l’infanzia con il caregiver, la psicologa canadese Mary Ainsworth ha compiuto uno studio basato su una procedura standardizzata denominata “Strange Situation”: tale studio consiste in una serie di dati raccolti durante una situazione sperimentale in cui il bambino viene allontanato momentaneamente dalla madre e portato in un contesto non familiare.

Lo scopo è quello di studiare il comportamento del bambino in assenza della madre e al suo ritorno per comprendere le diverse reazioni dei piccoli e analizzare le varie tipologie di attaccamento infantile.

Vediamo i quattro stili di attaccamento che la ricerca della Ainsworth ha portato alla luce.

1)Attaccamento sicuro: la sicurezza dell’accessibilità materna rende il bambino tranquillo, non solo quando si trova con la madre ma anche in contesti esterni. Ha un comportamento autonomo ed è spinto verso la ricerca di nuove informazioni, nuove ipotesi e circostanze godendo di una buona sicurezza delle proprie capacità.

2)Attaccamento insicuro-evitante: i bambini evitanti probabilmente rispondono con un atteggiamento indifferente nei confronti del genitore perché hanno sentito poca disponibilità psicologica da parte della figura di attaccamento. Tale atteggiamento si riconosce nei bambini che si allontano con apparente indifferenza dalla madre e si riuniscono a questa con lo stesso atteggiamento: l’indifferenza del bambino è apparente perché attraverso la registrazione del battito cardiaco è possibile dimostrare una notevole attività emozionale.

3)Attaccamento insicuro-ambivalente: è caratterizzato da un eccessivo attaccamento nei confronti del caregiver e da una mancanza quasi totale di autonomia e di interesse verso l’ambiente circostante. Il bambino ambivalente mostra un grande disagio durante l’allontanamento dalla figura materna e il ritorno del genitore non è sufficiente a consolarlo. Il bambino con comportamento insicuro-ambivalente ha forse sperimentato l’instabilità del caregiver e desidera essere perennemente vicino alla madre per paura di perderla.

4)Attaccamento disorganizzato-disorientato: è l’atteggiamento tipico del bambino con caregiver spaventato o spaventoso; legge negli occhi della madre il pericolo e la paura e ad ogni suo allontanamento reagisce in modo ambiguo: può cercare vicinanza o mostrare comportamenti di evitamento, mostrare spavento o comportamenti bizzarri.

Capire questi atteggiamenti infantili e la tipologia del rapporto tra mamma e bambino, è fondamentale per l’educatrice che lavora quotidianamente a contatto con il bambino e con i suoi genitori. La Dott.ssa Ida Gervasi, Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Familiare, durante il workshop del 6 e 7 Ottobre “La relazione tra scuola e famiglia: istruzioni per l’uso”, parlerà dell’attaccamento infantile per permettere alle educatrici di intervenire in maniera adeguata nei vari casi che potrebbero presentarsi all’interno del gruppo classe.

Per le iscrizioni, è possibile contattare la segreteria di Psyche at Work all’indirizzo info@psycheatwork.com oppure chiamare il numero verde 800.301657.

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