Una delle piaghe del periodo post moderno è il jurassic management, come spiegano Di Ciaccio e Gennari nel loro libro “#Stop Jurassic Management”. Infatti, nel 2023 solo il 20% dei lavoratori di tutto il mondo si dichiara felice e coinvolto, attribuendo un buon significato al proprio lavoro, mentre, l’80% dei lavoratori va avanti per inerzia andando incontro a stress e burnout.
A cosa è dovuto questo calo motivazionale?
Nel 2023, è ancora molto diffusa l’idea per cui è necessario lavorare sempre duramente, abbracciando una logica stakanovista, senza lasciare spazio ai propri valori o interessi. Cosi nasce l’uomo giurassico che si arrotola nelle paludi del sacrificio e si crede che il significato della vita sia connesso al tipo di lavoro e posizione sociale ricoperta.
“Sacrificio”, “impegno”, “dovere” e “hard skill” sono le parole chiave del jurassic management contribuendo a creare lavoratori demotivati, infelici e carenti di energie perché la persona è sempre messa in secondo piano rispetto alla produttività, senza pensare che le due cose sono interconnesse.
Nel 2022 è esploso il fenomeno social “Frank Gramuglia”: l’insieme dei comportamenti messi in atto da parte di dipendenti demotivati e che cercano di escogitare strategie per danneggiare gli altri o non lavorare, danneggiando l’immagine dell’azienda.
Come nascono i #badmanager?
I bad manager spesso replicano uno stile comportamentale a cui sono stati educati, oppure sono spinti da una reazione chimica connessa al potere. Tuttavia, sono responsabili di una logica di lavoro asfissiante che tende a coinvolgere anche loro creando “l’effetto sandwich”. Si tratta di un vortice di emozioni negative interconnesse e che abbracciano manager e dipendenti mossi guidati da jurassic management.
Invece, quali sono i dati delle organizzazioni positive?
Da un’indagine di Gallup del 2019 è emerso come le organizzazioni o i team orientati al benessere realizzano:
l’81% in meno di assenteismo
64% in meno di incidenti
13% in più di cittadinanza organizzativa
23% in più di profitto
In conclusione, in maniera superficiale si crede cha lavorando sodo e duro sia l’unica opzione per raggiungere il successo, ma i dati dimostrano come sia anche importante porre al centro e dare valore all’unicità di ogni persona.

